Nella Giornata dell’acqua un importante incontro organizzato nella sede di Montagna 2000 a cui ho portato il mio saluto. Al centro degli interventi dei qualificati relatori vari argomenti e aspetti del Servizio Idrico Integrato, dalla qualità delle nostre acque d’Appennino alle strategie per garantirne la tutela; risultati e prospettive di cinque anni di collaborazione tra Montagna2000S.p.a. e l’Area Geologia, Suoli e Sismica della Regione Emilia-Romagna; le nuove prospettive tecnologiche, il contrasto alle perdite.
L’acqua è un tema cruciale per il nostro territorio e per il futuro delle nostre comunità, una risorsa preziosa, tanto più in una realtà come la nostra, dove l’equilibrio tra disponibilità e gestione sostenibile è una sfida quotidiana.
Montagna 2000, con il supporto delle istituzioni e della ricerca, sta portando avanti un lavoro essenziale per migliorare la gestione delle nostre risorse idriche. Il rapporto con la Regione Emilia-Romagna dimostra quanto sia fondamentale la sinergia tra enti locali e specialisti per raggiungere gli obiettivi con competenza e visione.Tra i temi che verranno affrontati sottolineo quello della ricerca delle perdite idriche che ci ricorda che l’efficienza nella gestione dell’acqua è una responsabilità collettiva: innovazione, monitoraggio e sensibilizzazione sono le chiavi per garantire a tutti un servizio sicuro e sostenibile.
Il tema dell’acqua è al centro delle politiche regionali. L’acqua è una risorsa essenziale per la vita, l’ambiente e lo sviluppo economico, e il suo valore diventa sempre più evidente in un contesto di cambiamenti climatici che ne mettono a rischio disponibilità e qualità.
Alcuni dati:
Negli ultimi 80 anni, in Emilia-Romagna le precipitazioni sono diminuite del 12%, mentre la temperatura media è aumentata di 1,3 gradi (1,5 in pianura). A maggio 2023, un evento estremo ha riversato 4 miliardi di metri cubi d’acqua su un’area di 16mila km² in poche ore. Evento che si è ripetuto ancora in autunno e nel 2024. Questa alternanza tra siccità estrema e alluvioni è una chiara manifestazione del cambiamento climatico, che rende la gestione dell’acqua una sfida sempre più cruciale. Per affrontarla, diventa essenziale adottare strategie responsabili, come quelle previste dal Piano di Tutela delle Acque 2030, un documento chiave per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione del Piano di tutela delle acque 2030, la Regione si impegna a garantire un buon stato ambientale delle acque, rispondere alle esigenze dell’uomo e promuovere una cultura della responsabilità e del rispetto per questa risorsa preziosa.
Gli obiettivi principali
la riduzione delle perdite negli acquedotti
il potenziamento del riutilizzo delle acque
la realizzazione di bacini di accumulo
l’investimento nella ricerca e nell’innovazione
il rafforzamento della resilienza del territorio contro la siccità e la lotta all’inquinamento.
Le linee di azione strategiche
aumentare e diversificare l’offerta d’acqua
ridurre la domanda
accrescere la resilienza del territorio alla siccità
investire in ricerca e innovazione
ridurre i carichi inquinanti
cooperare con i territori.
Diverse sono le azioni che saranno in campo nei prossimi 6 anni sulla base del documento strategico (2021/2027) approvato nello scorso mandato. Stiamo lavorando al Piano di tutela delle acque 2030 documento proposto dalla Giunta, che ha avuto l’approvazione dell’Assemblea legislativa, un percorso partecipato che coinvolgerà il più ampio numero di attori pubblici e privati e porterà alla redazione del Piano vero e proprio che riguarderà 454 corpi idrici fluviali, 7 corpi idrici di transizione, 2 marino-costieri, 5 lacustri e 135 sotterranei.
50 misure da mettere in campo per tutelare l’acqua, l’oro blu, risorsa prioritaria e bene comune dell’umanità.
Questo nuovo Piano, che si va delineando, si pone obiettivi ambiziosi, da raggiungere attraverso azioni proiettate dal medio al lungo periodo e sviluppate secondo una strategia pienamente integrata con il Patto per il Lavoro e per il Clima e con la Strategia regionale Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
I cambiamenti climatici sono un fatto. Dobbiamo intervenire seriamente o avremo solo emergenze da inseguire. Un tema costantemente monitorato. È necessario lavorare con politiche plurime che guardino allo stoccaggio, ma anche al riutilizzo delle acque reflue e alla riduzione di perdite e consumi. Il prossimo Piano di Tutela delle acque muoverà in questa direzione.