In RegioneApprovato il bilancio regionale: manovra equa e responsabile

31 March 2025
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Difesa della sanità pubblica, impegno per il welfare, cura del territorio duramente colpito dalle alluvioni del 2023 e del 2024. Queste le priorità del Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2025 che abbiamo approvato in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Prima il dibattito sul Defr che, fra le altre cose, ha previsto il supporto al trasporto pubblico locale, il rafforzamento e l’innovazione delle politiche per la casa, elemento essenziale della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile, il sostegno ai servizi educativi, di conciliazione e di inclusione rivolti alle famiglie (con particolare riferimento al segmento 0-3 anni, ai centri estivi e all’assistenza scolastica per studenti con disabilità).

Una manovra forte e responsabile che rafforza le politiche sociali e i servizi essenziali, garantendo il diritto alla salute e un sistema di welfare solido, con un’attenzione particolare alla sanità, alle famiglie numerose e con ragazzi con disabilità, alla montagna, al tema della casa, ai trasporti locali, alla cura del territorio che dovrà sempre più coinvolgere le imprese locali nei progetti di Difesa attiva. Una manovra che nasce da un profondo senso di equità e realtà. Abbiamo fatto scelte coraggiose per preservare i servizi essenziali e garantire ai cittadini ciò che è indispensabile per la loro qualità di vita. In un momento complesso, dove le risorse devono essere impiegate con la massima attenzione, abbiamo deciso di non arretrare su ciò che conta davvero: il benessere delle persone, il diritto alla salute, all’istruzione e alla mobilità.

Un aspetto che mi preme sottolineare è quello del cofinanziamento dei programmi regionali dei fondi europei 2021-2027, quale leva di investimento e motore di sviluppo economico e sociale dell’intero territorio. Quasi 200 milioni di euro di risorse regionali che insieme ai 77 milioni del Fondo sviluppo e coesione permettono di utilizzare appieno le risorse europee e finanziare progetti per la buona occupazione e le competenze delle persone e l’inclusione sociale, la transizione ecologica e digitale delle imprese, la ricerca e innovazione, lo sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare e per il contrasto alle disparità territoriali, mettendo la montagna e le aree interne al centro delle politiche di sviluppo. Questa forte connessione all’Europa è un tratto distintivo che ritengo molto importante. In particolare, in questo contesto complicato. Quando arriva il momento delle decisioni, dobbiamo riuscire a mantenere insieme freddezza e sentimento, razionalità e passione. Come ci ha ricordato recentemente il rettore Martelli nell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Parma, costruire e pensare il futuro significa molte cose: significa ricerca, che si nutre di conoscenze e si rafforza nel dubbio; significa didattica di qualità, capace di evolversi al passo con un tempo che cambia; significa disseminazione del sapere, affinché la crescita non sia solo individuale, ma collettiva e condivisa. Ed è proprio qui che il legame con l’Europa si fa più forte. L’Europa è una comunità di nazioni, ma soprattutto una comunità di persone che condividono valori fondamentali come la conoscenza, il dialogo e la cooperazione. Il cardinale Zuppi ha sottolineato l’importanza di questi principi, parlando di giovani e di dialogo, di cooperazione e di conoscenza come strumenti essenziali per affrontare il presente e costruire un futuro di pace.

Dobbiamo, dunque, riconoscere il ruolo centrale che ha l’Europa nel promuovere questi valori. L’Europa non è solo un’istituzione, ma un orizzonte comune dentro cui possiamo crescere e rafforzarci. Lo sanno bene i nostri giovani; è uno spazio di confronto e di opportunità, è un’idea che si traduce in azioni concrete nella ricerca e nella condivisione di saperi.

 

Matteo Daffadà
Consigliere Regionale Gruppo Assembleare Partito Democratico - de Pascale Presidente
Regione Emilia-Romagna Viale Aldo Moro n.50 40127 Bologna (BO)
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