Ho partecipato con piacere a un confronto tra voci autorevoli del mondo della scuola e delle istituzioni per fare il punto sulle nostre scuole di montagna. Per ragionare insieme sui progetti e sulel criticità.
Sappiamo quanto la mancanza di servizi adeguati possa minacciare le comunità di montagna e quanto la tenuta e lo sviluppo della montagna sia fondamentale anche per i territori di valle e per le città. Ho ricordato che il programma di mandato del Presidente de Pascale ha ribadito il ruolo centrale della montagna e delle aree periferiche. Questa attenzione non nasce così dall’oggi al domani, ma prosegue sulla strada tracciata nella passata Legislatura di cui ho fatto parte. La strada che abbiamo seguito è stata di affrontare il tema in modo strutturale, con risorse certe e programmabili a partire dagli ambiti più urgenti, dissesto idrogeologico, infrastrutture per la mobilità adeguate e sostenibili, fiscalità di vantaggio per le imprese; sostegno ai servizi sanitari, sociali e scolastici educativi, investimenti sulla connettività.
Abbiamo puntato sulla “prossimità” per assicurare il pieno accesso ai servizi di tutti i cittadini. In occasioni come questa possiamo verificare i passi fatti in avanti e quel che resta da fare. Il nuovo bilancio regionale prevede di investire sulla montagna mettendola al centro delle politiche di coesione per garantire servizi e opportunità a chi sceglie di vivere in questi luoghi e valorizzare un patrimonio ambientale, culturale ed economico unico. Per questo, è fondamentale destinare risorse adeguate e cofinanziare i fondi europei, così da amplificare le possibilità di intervento su scuola, infrastrutture, mobilità e connettività. Non si tratta solo di sostenere le comunità montane, ma di dare loro gli strumenti per crescere e prosperare, affinché famiglie, giovani e imprese possano restare e contribuire attivamente allo sviluppo di questi territori. Tra le priorità del bilancio 2025-27 c’è il cofinanziamento dei programmi regionali dei fondi europei 2021-2027. Si tratta di quasi 200 milioni di euro di risorse regionali che insieme ai 77 milioni del Fondo sviluppo e coesione permettono di utilizzare appieno le risorse europee così da aumentare le risorse disponibili per migliorare la qualità dell’istruzione, potenziare l’edilizia scolastica, garantire trasporti accessibili e investire in innovazione tecnologica per le scuole di montagna. Dal 2025 si prevede uno stanziamento più alto di 15 milioni di euro sul trasporto pubblico locale, con un aumento progressivo nel corso del triennio, che cerca di ovviare al sottofinanziamento endemico del sistema, che sta generando criticità enormi alle aziende, ai territori e ai cittadini. Tra le priorità del Defr c’è l’impegno della Regione per la messa in sicurezza del territorio e nel contrasto al dissesto idrogeologico, anche attraverso il raddoppio delle risorse (passate da 25 a 50 milioni di euro annui) sulla manutenzione. Tutto questo ha valore in modo particolare per la vivibilità dei nostri territori.
Credo che le famiglie che hanno scelto di restare nella nostra montagna possano contare su un’offerta formativa innovativa e di qualità, su personale motivato. So che ci sono delle difficoltà e sono andato per ascoltare, pronto a portare l’accento in Regione sulle proposte che sono emerse.