Ho presentato una interrogazione a risposta scritta per sollecitare un intervento concreto per mitigare gli effetti della crescente presenza dei cormorani negli ecosistemi acquatici della regione, a sostegno delle attività di pesca e dei lavoratori del settore.
Con questo atto ho chiesto alla Giunta di chiarire quali misure intenda adottare per garantire un equilibrio tra la conservazione della biodiversità e la tutela delle attività economiche, affrontando in maniera efficace le problematiche legate alla proliferazione della specie. Negli ultimi decenni, la popolazione di questa specie protetta è aumentata in modo significativo, diffondendosi anche in zone prima poco interessate dal fenomeno. Questo incremento ha avuto un impatto rilevante sugli ecosistemi acquatici e sulle attività economiche connesse, come la pesca professionale e sportiva, causando una riduzione degli stock ittici e alterazioni negli equilibri biologici locali».
L’interrogazione intende chiarire quali azioni la Regione stia mettendo in atto per mitigare gli effetti della presenza dei cormorani sulle attività di pesca, garantendo al contempo la tutela della biodiversità e il sostegno alle imprese e ai lavoratori del settore.
La Regione Emilia-Romagna ha già compiuto passi importanti in questa direzione. Nel 2019, con l’approvazione di una specifica risoluzione, l’Assemblea legislativa aveva impegnato la Giunta a valutare la fattibilità di piani di abbattimento controllato dei cormorani anche al di fuori delle aree di itticoltura. Successivamente, il Servizio Attività Faunistico-Venatorie, Pesca e Acquacoltura ha condotto un’approfondita analisi della distribuzione delle specie ittiche di interesse conservazionistico nelle acque regionali. Questo studio ha permesso di individuare numerosi siti, molti dei quali rientranti nella Rete Natura 2000, che necessitano di ulteriori misure di protezione.
Dalle analisi condotte è emersa la necessità di definire interventi mirati e conformi alla normativa vigente, con un coordinamento efficace tra le autorità competenti e nel rispetto delle direttive ISPRA.
È fondamentale passare alla fase attuativa delle misure già individuate, rispondendo alle esigenze delle comunità locali e delle attività produttive colpite dagli impatti della proliferazione dei cormorani La Regione dispone di un quadro conoscitivo strutturato e ha già adottato una delibera che consente interventi a tutela delle aziende di acquacoltura. Ora è necessario accelerare l’implementazione di soluzioni concrete.